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Advisors for generations

Questo è il blog di Gianpaolo Marcucci: Wealth Advisor, Sociologo, Formatore e Consulente Olistico. Ha quattro lauree, due master e lavora al fianco del padre Gianfranco e del fratello Gian Luca che, insieme, da più di 50 anni si occupano di consulenza finanziaria, gestione patrimoniale, pianificazione familiare e successoria.

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Di Gianpaolo Marcucci

Hai costruito un patrimonio importante nel corso della tua vita. Aziende, immobili, investimenti. Il frutto di decenni di lavoro, scelte coraggiose e visione.

Ora che il tempo si fa più prezioso, il pensiero si sposta su un’altra priorità: come garantire che tutto ciò che hai creato possa continuare a generare valore, anche quando non sarai più tu a guidarlo.

Questo pensiero diventa particolarmente urgente quando tra i propri cari ci sono figli minori, persone con disabilità o condizioni di fragilità emotiva, psicologica o comportamentale.

In questi casi, la normale successione non basta. Serve qualcosa di più solido. Serve una regia.

Quando la tutela va oltre l’eredità

La legge prevede strumenti generali per il passaggio generazionale, ma non sempre offre le garanzie necessarie quando si tratta di proteggere persone che, per età o condizione, non sono in grado di gestire direttamente beni e risorse.

Un figlio ancora minorenne, ad esempio, potrebbe trovarsi improvvisamente titolare di quote societarie, immobili o risorse finanziarie importanti, senza averne la capacità giuridica e pratica per amministrarli.

Una persona con disabilità permanente, o con fragilità emotive o psichiche, potrebbe essere influenzata da terzi, esposta a rischi patrimoniali o semplicemente non in grado di operare scelte efficaci nel proprio interesse.

In tutti questi casi, è fondamentale assicurare una continuità di visione, protezione e controllo, senza demandare al caso o agli automatismi di legge decisioni che richiedono sensibilità, esperienza e coerenza.

Il trust: una risposta discreta e potente

Il trust è uno strumento giuridico raffinato che permette di separare la titolarità dei beni dalla loro gestione e destinazione, nel pieno rispetto delle volontà del disponente (cioè chi istituisce il trust).

Grazie alla sua flessibilità, il trust consente di:

  • Proteggere e gestire il patrimonio per conto di una persona che non è in grado di farlo autonomamente
  • Stabilire nel dettaglio tempi, modalità e condizioni per l’utilizzo delle risorse a beneficio della persona fragile
  • Vincolare risorse specifiche alla cura, all’assistenza o all’educazione del beneficiario
  • Designare un trustee, ovvero una figura di fiducia incaricata di attuare nel tempo le volontà del fondatore del trust
  • Assicurare riservatezza, evitando esposizione pubblica del patrimonio e minimizzando i rischi di conflitti successori

Il trust può contenere beni mobili (conti, titoli), immobili (case, terreni, quote societarie), partecipazioni in aziende di famiglia, opere d’arte, e qualsiasi altro asset rilevante. Il tutto all’interno di un quadro normativo che garantisce controllo, visione e coerenza nel tempo.

Chi può essere il trustee?

Il trustee è il cuore del trust. Deve essere una figura solida, affidabile, esperta. In molti casi è una società specializzata, oppure può essere una persona di fiducia, come il tuo wealth advisor — il consulente patrimoniale che ti ha accompagnato per anni, che conosce nel dettaglio le dinamiche familiari, gli obiettivi e i valori alla base delle tue scelte.

A differenza di un soggetto esterno che dovrebbe ricostruire da zero il senso del tuo progetto, il wealth advisor può rappresentare la continuità tra ciò che hai costruito in vita e ciò che desideri che accada dopo.

Il trustee agisce sempre secondo le istruzioni precise lasciate dal disponente, e sotto la supervisione di eventuali figure di controllo, come il “guardiano” del trust o un comitato familiare.

È anche possibile prevedere una struttura mista, in cui il trustee si affianca a un advisor indipendente o a membri della famiglia con funzione consultiva.

Esempi concreti

  • Una madre sola con una figlia disabile: il trust garantisce assistenza continuativa e accesso a risorse economiche per tutta la vita della figlia, con vincoli precisi per le spese mediche, l’assistenza domiciliare e l’eventuale supporto abitativo.
  • Famiglia con un figlio minorenne e beni in più Paesi: il trust consente una gestione centralizzata e protetta degli asset, con la nomina di un trustee internazionale e la previsione di erogazioni vincolate al raggiungimento della maggiore età e al completamento di determinati percorsi educativi.
  • Famiglia con tre figli, uno dei quali coinvolto nell’azienda di famiglia:
    il trust viene utilizzato per conferire le quote societarie, stabilendo che il figlio operativo mantenga la guida dell’azienda, mentre agli altri due vengono riconosciuti benefici economici proporzionati, ma senza poteri gestionali.
    Risultato: si evita il rischio di conflitti, si tutela la continuità aziendale e si garantisce equità tra i fratelli, ognuno secondo il proprio ruolo e le proprie competenze
  • Famiglia con un figlio adulto fragile dal punto di vista psicologico: il trust prevede che le risorse siano utilizzate con gradualità, sotto monitoraggio professionale, e a supporto di obiettivi precisi, come la cura e la sicurezza abitativa e il mantenimento a lungo termine.

Una scelta che non può attendere

Progettare oggi ciò che accadrà domani è un atto di amore e responsabilità. Soprattutto quando in gioco ci sono persone che richiederanno tutela, guida o protezione per molto tempo.

Non si tratta di sfiducia. Si tratta di protezione intelligente, di prevenzione, di visione a lungo termine.

Il trust permette di farlo in modo sobrio, efficace, riservato. È un gesto silenzioso, ma decisivo. È uno strumento che parla per te, quando tu non potrai più farlo.

E il trustee può essere qualcuno che già oggi ha la tua fiducia e conosce il tuo patrimonio, la tua storia e i tuoi valori.

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