
Il 5 gennaio 2026, Eurasia Group ha pubblicato il suo ventesimo report annuale “Top Risks”, firmato da Ian Bremmer e Cliff Kupchan. Il messaggio centrale è inequivocabile: il 2026 rappresenta un “tipping point year”, un anno di svolta in cui gli Stati Uniti stanno attivamente smantellando l’ordine globale che essi stessi hanno costruito. Per la prima volta in decenni, la principale fonte di instabilità geopolitica non è un rivale esterno, ma la trasformazione sistemica in atto nella prima potenza mondiale.
I 10 RISCHI GEOPOLITICI PER IL 2026
- RIVOLUZIONE POLITICA AMERICANA L’amministrazione Trump sta tentando di smantellare sistematicamente i contrappesi istituzionali, catturare l’apparato governativo e utilizzarlo contro i propri avversari. Ciò che era iniziato come rottura tattica delle norme si è trasformato in una rivoluzione sistemica senza precedenti nella storia americana recente.
- OVERPOWERED – LA SFIDA ENERGETICA La Cina scommette sugli elettroni (energie rinnovabili, batterie, veicoli elettrici), gli USA sulle molecole (petrolio, gas, nucleare). Nel 2026 inizieremo a vedere chi ha ragione. La Cina domina già droni, storage energetico, robotica e manifattura avanzata, minacciando la supremazia tecnologica occidentale.
- LA DOTTRINA DONROE L’amministrazione Trump non intende fare il “poliziotto del mondo” ma affermerà un controllo diretto sull’emisfero occidentale. La vicenda venezuelana segnala un rinnovato interventismo USA nel “cortile di casa”, con implicazioni per l’intera regione latinoamericana.
- EUROPA SOTTO ASSEDIO Il centro politico europeo sta collassando simultaneamente nelle tre maggiori potenze (Germania, Francia, Regno Unito), lasciando il continente incapace di colmare il vuoto di sicurezza creato dal ritiro americano. L’instabilità politica interna compromette la capacità di risposta alle minacce esterne.
- IL SECONDO FRONTE RUSSO Il fronte più pericoloso in Europa si sposterà dalle trincee del Donbass alla guerra ibrida tra Russia e NATO. Attacchi cyber, sabotaggi infrastrutturali, disinformazione e operazioni coperte diventeranno il nuovo campo di battaglia.
- CAPITALISMO DI STATO ALL’AMERICANA L’amministrazione più interventista in economia dai tempi del New Deal sceglierà vincitori e perdenti su scala mai vista nella storia americana moderna. Politica industriale aggressiva, sussidi selettivi e barriere commerciali ridisegneranno il panorama competitivo.
- LA TRAPPOLA DEFLAZIONISTICA CINESE Pechino non riuscirà a uscire dalla spirale deflazionistica nel 2026 e continuerà a tentare di esportare la via d’uscita, inondando i mercati globali di beni a basso costo a spese di tutti gli altri. La sovrapproduzione cinese alimenterà tensioni commerciali globali.
- L’AI DIVORA I SUOI UTENTI Sotto pressione per generare ricavi e giustificare valutazioni stratosferiche, alcune aziende AI adotteranno modelli di business estrattivi che minacceranno la stabilità sociale e politica. L’AI rappresenta “la più grande opportunità e pericolo mai creato dall’umanità, praticamente senza governance”.
- USMCA ZOMBIE Il commercio nordamericano resterà in un limbo mentre l’accordo USMCA (ex-NAFTA) proseguirà in stato vegetativo, né morto né vivo. L’incertezza regolatoria penalizzerà gli investimenti nelle catene di fornitura regionali.
- L’ARMA DELL’ACQUA L’acqua sta diventando un’arma in alcune delle rivalità più pericolose del pianeta. Il Trattato delle Acque dell’Indo è sospeso, la diga etiope sul Nilo opera senza accordi vincolanti, la Cina costruisce la più grande diga del mondo senza trattati con i paesi a valle. Metà dell’umanità vive già sotto stress idrico.
IMPLICAZIONI PER I MERCATI FINANZIARI
MERCATI AZIONARI: ROTAZIONE SETTORIALE E DISPERSIONE
Il “capitalismo di stato all’americana” implica un regime di stock-picking attivo più che di beta passivo. I settori destinati a beneficiare dell’interventismo Trump includono: difesa e aerospazio, energia tradizionale, infrastrutture domestiche e manifattura reshored. Viceversa, il settore tech puro – in particolare i mega-cap con esposizione cinese – affronterà headwind regolatori e geopolitici. L’AI presenta un paradosso: i multipli attuali scontano crescita perpetua, ma la pressione per monetizzare potrebbe erodere la fiducia degli utenti e attirare regolamentazione. Approccio consigliato: posizioni core su large-cap value con pricing power domestico, affiancate da esposizione tattica su small-cap industriali USA beneficiarie del nearshoring.
REDDITO FISSO: DURATION RISK E SPREAD DIFFERENTIALS
La combinazione di politiche fiscali espansive, tariffe inflazionistiche e instabilità istituzionale suggerisce cautela sulla duration dei Treasury USA. Il term premium potrebbe ampliarsi se i mercati inizieranno a prezzare rischio politico-istituzionale nel debito sovrano americano. Per l’Europa, la frammentazione politica e il ritiro della garanzia di sicurezza USA potrebbero riattivare spread intra-europei, con BTP e OAT più vulnerabili rispetto al Bund. Da privilegiare: credito investment grade USA a breve duration, titoli di stato tedeschi, e selettivamente debito emergente in valuta locale di paesi non allineati.
COMMODITIES: ENERGY SPLIT E METALLI STRATEGICI
Il “duello energetico” USA-Cina crea una biforcazione strutturale. L’oil & gas beneficeranno del supporto politico USA nel breve termine, ma la traiettoria di lungo periodo favorisce chi controlla la supply chain elettrica. La dominanza cinese su batterie, terre rare e componentistica solare/eolica rappresenta un rischio strategico per l’Occidente ma un’opportunità per chi investe in reshoring di capacità produttiva critica. L’oro mantiene il suo ruolo di hedge sistemico: instabilità istituzionale USA, frammentazione geopolitica, guerre ibride e weaponization delle risorse idriche creano un contesto favorevole per i safe haven. Target price 2026: area $3.200-3.500/oz in scenario base, $4.000+ in scenario di stress.
VALUTE: REGIME CHANGE DEL DOLLARO?
La “rivoluzione politica americana” pone una domanda strutturale: il dollaro può mantenere il suo status di riserva globale se gli USA abdicano al ruolo di garante dell’ordine internazionale? Nel breve termine, i tassi relativamente elevati e l’eccezionalismo economico USA supportano il biglietto verde. Ma un deterioramento della credibilità istituzionale potrebbe innescare rotazioni graduali verso EUR, CHF, oro e selettivamente CNY offshore. Strategia: mantenere core USD ma costruire esposizione diversificata su valute rifugio e commodity currencies (AUD, CAD, NOK).
ASSET ALTERNATIVI E CRYPTO
In un contesto di crescente interventismo statale e incertezza istituzionale, gli asset decorrelati assumono rilevanza strategica. Bitcoin e le principali criptovalute potrebbero beneficiare di: narrative di “exit” dal sistema finanziario tradizionale, adozione istituzionale crescente in USA con amministrazione pro-crypto, domanda da paesi che cercano alternative al sistema SWIFT. Il private equity focalizzato su reshoring manifatturiero, infrastrutture critiche e cybersecurity rappresenta un’allocazione strategica per patrimoni significativi con orizzonte pluriennale.
STRATEGIA DI PORTAFOGLIO: ANTIFRAGILITÀ GEOPOLITICA
Il 2026 richiede portafogli costruiti per l’antifragilità, non semplicemente per la resilienza. Elementi chiave: diversificazione geografica genuina con riduzione del home bias europeo verso mercati non allineati (India, Indonesia, Messico); esposizione diretta a hard asset (commodities fisiche, infrastrutture reali, real estate logistico); hedging esplicito tramite opzioni su indici per gestire tail risk; liquidità tattica elevata (15-20% del portafoglio) per capitalizzare su dislocazioni di mercato.
CONCLUSIONE
Il report Top Risks 2026 descrive un mondo in transizione strutturale, non ciclica. L’ordine post-bellico guidato dagli Stati Uniti sta cedendo il passo a un sistema multipolare frammentato, dove la prevedibilità delle regole del gioco non può più essere data per scontata. Per l’investitore sofisticato, questo implica abbandonare l’approccio “set and forget” in favore di una gestione attiva, dinamica e geograficamente diversificata. I prossimi 12-24 mesi offriranno opportunità significative per chi saprà posizionarsi correttamente, ma anche rischi asimmetrici per chi rimarrà ancorato a paradigmi superati.
Gianpaolo Marcucci Wealth Advisor – Banca Generali 8 gennaio 2026
Il presente articolo non rappresenta un consiglio di investimento.
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